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Crisi, crisi, crisi… ma è veramente così drammatico questo periodo per noi italiani?
Non amo generalizzare ma nell’ultimo periodo attorno a me non vedo altro che sguardi preoccupati, ansia, tensione, gente sull’orlo della depressione per lo spostamento dell’età pensionabile, lamentele su lamentele “se Tizio prendesse meno indennità”, “se Caio non colpisse sempre la classe povera”, se questo, se quello…
E se invece iniziassimo a VEDERE LA CRISI da un altro punto di vista?
Se invece iniziassimo a CAMBIARE IL PIANGIRO’ (tipico dell’italiano) con un’altra sensazione più consona al periodo festivo imminente?
Se invece iniziassimo a PARLARE UNA LINGUA più POSITIVA e ad ascoltare con maggiore empatia le persone che veramente ne hanno bisogno?
Il momento è critico, ma come insegna un vecchio detto zen “sette volte cadere, otto volte rialzarsi” (Nanakorobi Yaoki):
La vita è una serie ininterrotta di successi e di fallimenti, di vittorie e di sconfitte. Cadi e ti rialzi. Essere saggi non significa mai sdrucciolare, ma risollevarsi subito, dopo ogni caduta.
Non scoraggiarti se hai subito cento sconfitte. Se hai la forza di continuare a lottare sarai ancora in grado di risultare vincitore. La vittoria dipende soltanto dalla costanza nel rialzarsi alla fine.
Non potrà sempre andare male. La perseveranza ha come risultato finale il successo. Chi resiste più a lungo sarà vittorioso. Non abbatterti per gli insuccessi. In fondo, si avanza anche facendo tre passi avanti e due indietro.
Se pensassimo solo per qualche istante a ciò che ha colpito il Giappone meno di un anno fa e come l’economia sta già ripartendo, alla gente de L’Aquila che ancor oggi vive in baracche, forse saremmo tutti meno “lamentini” del periodo che sembra soffocare le nostre speranze di una ripresa immediata. Ognuno deve riflettere sulla sua condizione familiare, il suo lavoro, certo, ma è nell’interesse globale che dobbiamo iniziare a muovere i primi passi, in una direzione meno facile rispetto all’ultimo decennio… ma ci si deve pur muovere!
E quindi? Dice bene Nicoletta Perino nel suo ultimo articolo “una guerra senza pallottole!”, e un encomio a Marco Antuzi che con la sua serie di brevi ma essenziali articoli cerca di spronare le persone a ”estrarre” il meglio da se stessi, quindi ti prego, caro lettore: non importa qual è il tuo stato iniziale, il punto zero dal quale ri-partire, quel che ti auguro con tutto il cuore è di FARE qualcosa, provare a VEDERE ciò che ti circonda da più punti di vista e cercare la strategia/la strada migliore per te (e chi ti sta accanto) attingendo energie psico-fisiche/spirituali più che materiali/economiche.
Io amo scrivere, ma forse è l’ultima volta in questo portale (di certo per quest’anno) poiché ho in serbo un progetto web che sta prendendo il giusto spazio nella mia smisurata indole scribacchina, quindi ti prego, leggi attentamente ciò che ho da dirti.
In tutto il mondo “occidentale” si manifesta nelle piazze al fine di dire NO a questo barbaro aspetto della civiltà umana.
Il 25 tutti in strada ad urlare e sbracciarsi per denunciare il patriarcato che prevarica e umilia le donne le emargina ai limiti della società e le usa come oggetti al fine di appagare il proprio primordiale desiderio sessuale e di dominio. Workshop, incontri con esperti, forum di discussione e notizie sui media si susseguono al fine di informare l’opinione pubblica su un problema grave e delicato. I governi e i politici si affrettano a rilasciare dichiarazione – dall’amaro sapore demagogico e populista – su quanto fatto o si dovrebbe fare per risolvere una situazione che non è degna di una società che si ritiene “civile”.
Tutto bello, tutto giusto, ma a mio avviso altamente ipocrita. Già, perché passato il momento di indignazione collettiva, come sempre accade, il giorno dopo nessuno si ricorda quello che era il motivo dell’indignazione. Si torna alle proprie vite, ai propri problemi e non si pensa al mondo esterno…semplicemente perché riteniamo che non siano cose che ci riguardino. Si pensa troppo all’attimo contingente, non si pensa mai a ciò che può accadere.”tanto a me non capita e se capita agli altri…è un problema loro” è il pensiero ricorrente.
Non vogliamo essere toccati dai drammi altrui, salvo poi indignarci a rate o arrabbiarsi col mondo quando qualcosa capita a noi stessi o ai nostri cari.
Il 25 novembre in questo modo non è più un occasione per accrescere la nostra consapevolezza e per cambiare VERAMENTE atteggiamento verso il prossimo, ma un semplice momento per “farsi belli”…un po’ come chi fa a gara a chi ha donato di più in beneficenza, dimenticando di dire che si fa rilasciare fattura per poterlo detrarre dalle tasse. Perde tutto il suo più profondo significato, in suo nobile motivo di esistere. Diventa solo una mera esibizione, una campagna pubblicitaria, che non ha nulla a che vedere con l’obiettivo dell’eliminazione della violenza di genere. Diventa solo uno sfoggio di immagine utile a pochi, se all’indignazione momentanea non segue un’azione decisa e continuativa che trasformi una goccia nell’oceano, in uno tsunami in grado di modificare la sensibilità delle persone.
Ecco che quindi bisognerebbe badare alla sostanza più che alla forma. Soprattutto chi come me e Stefano si è preso l’onere ma soprattutto l’onore di gestire un corso apposito di antiaggressione femminile, ha il DOVERE in qualità di insegnante di creare un percorso che non sia fine a se stesso, che metta al bando ogni ipocrisia, e metta al centro l’impegno ad educare le donne ad affrontare nella maniera corretta il problema della violenza, a livello tecnico ma ancor più a livello emotivo.
Abbiamo il compito di guidare le nostre allieve su un percorso che le porti ad amare e ad avere fiducia in se stesse e nelle proprie capacità, ad amare e desiderare di vivere in maniera piena, completa e libera da ogni paura o costrizione auto-imposta o imposta da altri.
Ma la cosa più importante è che come UOMINI abbiamo il DOVERE di non dimenticare mai, in ogni gesto, in ogni parola, il nostro obiettivo più grande: creare un mondo di equità e rispetto tra tutti gli esseri viventi. Con il nostro lavoro di istruttori ma soprattutto con il nostro esempio quotidiano.
Per far si che la Giornata Mondiale contro la Violenza sulle Donne sia l’inizio di un percorso, un seme da coltivare giorno per giorno fino a che non si trasformerà in una pianta meravigliosa che affonda le proprie radici nei cuori di tutti in un amorevole protettivo abbraccio e con i suoi rami ci donerà finalmente la possibilità di riposare in un mondo fatto solo di pace.
Ringraziando Stefano per la possibilità di esprimere la mia opinione in merito all’argomento trattato, ne approfitto per porgere i miei ringraziamenti a tutte le lettrici e le allieve del corso difesa donna, citando W.Shekespeare:
“La donna non è nata dal cervello per essere superiore, non è nata da sotto i piedi per essere calpestata ma è nata da una costola per essere alla pari, sotto il braccio per essere protetta, vicino al cuore per essere amata”
by Simone Lorenzi
Se puoi sognarlo, puoi farlo!
secondo Walt Disney, ma quanto credi a quest’affermazione… pura illusione o possibile soluzione alla “solita” vita?
Quest’articolo è dedicato a tutte quelle persone che non sanno dare una risposta certa, se non simile a quella di una signora che ho trovato in coda al supermarket (che però ha illuminato la mia attesa alla cassa Dopo aver sentito l’ennesima risposta al “ciao come va?” con “ma sì, solita vita…” (usando un tono basso e alzando le spalle), ho appurato che molta gente, anche se non si lamenta in continuazione, sembra stanca, quasi tira a campare, a indicare che la gioia non sprizza più perché ha trovato tutti i pori otturati
Se per caso anche tu sei fra quelli che:
- si alzano dal letto stancamente e vorrebbero dormire invece che andare a scuola o al lavoro…
- restano fuori casa quasi tutto il giorno e alla sera si addormentano davanti al televisore…
- non ne possono più del clima negativo nato dalla politica, dalla crisi finanziaria, dalla precarietà…
- si lamentano del loro stato di salute, dello stress generato dal posto di lavoro o dal troppo studio…
- quando fa caldo vorrebbero un po’ di fresco e quando il freddo arriva vorrebbero un po’ di caldo…
- pensano solo a quando potranno concedersi la prossima vacanza o i prossimi saldi…
Esiste un solo modo per uscire dal limbo di questa situazione: si chiama CAMBIARE! Non intendo cambiare città, lavoro, Paese, partner: significa cambiare PARTENDO DA TE!
Già Stefano - starai forse pensando - ma…

Come sono cambiato IO
Un interrogativo che mi sono posto sin dall’adolescenza è: «cosa desidero veramente dalla mia vita?» Più di una volta nell’arco dei primi anni di cambiamento ho alimentato il desiderio di “mollare tutto e andare lontano”; tutti prima o poi sperimentano questa tentazione di voler fortemente voltare pagina, migliorare drasticamente la qualità delle giornate, avere più tempo libero, più soldi, più soddisfazioni materiali, più successo, chi non desidera più libertà?
Cambiare non significa andare all’altro capo del mondo, mollando il lavoro da dipendente per aprire un’attività in proprio di punto in bianco, oppure abbracciare un sogno e cercare di realizzarlo senza guardare in faccia a nessuno. Cambiare non è solo questo.
Un’altra domanda che mi sono posto molte volte, quando ho sentito l’urgenza di cambiare è stata «Quando è stata l’ultima volta che mi sono sentito felice e soddisfatto?» Sono tornato a quell’episodio, analizzando razionalmente cosa aveva innescato la mia soddisfazione, cosa mi aveva fatto stare veramente bene. Da lì tutto è iniziato.
Ho cercare di scoprire i miei bisogni più profondi, valutando il mio punto di partenza e pianificando le mie future attività in funzione di quei bisogni, quelli che mi fanno stare veramente bene. E, dopo aver fatto un bilancio della mia vita, ora scrivo, insegno, disegno ma soprattutto amo trascorrere più tempo di qualità con le persone a me care, perché l’amore è la mia priorità esistenziale.
Ho sempre sognato una famiglia, diventare padre, avere una moglie che mi completa e sa illuminare le mie giornate nonostante a volte (pure io!) mi alzo stancamente dal letto o mi lamento del troppo caldo/troppo freddo. Ho sempre sognato una casa modesta, sufficientemente spaziosa e luminosa, un piccolo orto e un giardino da accudire, un piccolo spazio per le mie attività extra-lavorative come insegnante e scrittore.
Sogni che si sono materializzati perché ci ho sempre creduto, ci sono voluti anni di sudore e sacrifici, gioie e dolori, ma il risultato è che ora ho realizzato i miei sogni principali. Ma non smetto mai di sognare, di vedere un futuro ancor più roseo e felice, perché il miglioramento è alla base non solo della crescita personale, ma dell’intera evoluzione umana.
Come puoi cambiare TU
[...]
Dal blog di Kosta www.iohounsogno.it :
“Mario muore e va in paradiso …. come ogni ufficio che si rispetti anche lì c’è un ufficio reclami e Mario si proietta lì dentro appena varcata la porta.
L’ufficio è completamente vuoto (non c’è tanto da lamentarsi in Paradiso), solo un angelo che scrive dietro un basso banco. Mario allora si rivolge all’angelo e con il suo tono abituale, scorbutico misto a rabbia, borbotta “salve, posso fare qua il mio reclamo?”
L’angelo alza la testa dal foglio che stava scrivendo (completamente bianco) e con un fantastico sorriso “mi dica pure?”
“Senta volevo lamentarmi della vita da schifo che ho dovuto sopportare fino al mio ultimo respiro, non ho mai fatto male a nessuno, mai bestemmiato o rubato, andavo in chiesa ogni domenica, avevo un modesto lavoro in banca che mi bastava appena per far arrivare la famiglia a fine mese, una moglie carina che si lamentava sempre di qualsiasi cosa facessi ma che sopportavo per il benessere dei miei genitori. Il mio unico vizio era quello delle sigarette che pacchetto dopo pacchetto mi ha portato ad ammalarmi di tumore e alla fine sono morto da solo come un cane in un freddo ospedale. Quando invece da bambino mia nonna mi diceva che io potevo avere tutto quello che avrei voluto dalla vita se solo lo avessi chiesto. Io l’ho chiesta continuamente una vita migliore ma non ho mai ricevuto niente. Scusi mi hanno fregato la vita!”
Mario ora è rabbioso e guarda l’angelo in cagnesco, pronto a saltargli addosso ad un minimo cenno di risposta, e l’angelo inizia a sorridere e apre un pochino le ali e Mario si rilassa e cade su una sedia e si mette la testa tra le mani. Allora l’angelo risponde:
“vedi Mario tu sei in paradiso proprio perché non hai mai fatto niente di male. Ti puoi lamentare ed è giusto ma non con me, dovresti farlo con te stesso. Ti abbiamo inviato lungo tutta la tua vita tanti segnali per raddrizzare la rotta ma tu non li hai mai visti come eri offuscato dal tuo orgoglio e dalla presunzione di sapere già tutto. Non hai mai perdonato nessuno per il minimo torto subito (anche mentre andavi in ospedale imprecasti contro una macchina che ti aveva tagliato la strada). Non hai mai ringraziato tua madre per il bene che ti ha voluto. E poi Mario, più di tutto non sorridevi neanche quando ti abbiamo fatto trovare il sole ogni mattina. E non hai mai ascoltato quella vocina interiore che ti diceva, di smettere di compiere azioni che ti danneggiassero e di iniziare a seguire uno stile di vita migliore per regalare alle persone vicino a te un po’ di felicità.
Ma c’è una buona ed una brutta notizia per te Mario. La buona è che ti spetta un altro giro sulla terra per migliorare la situazione della tua anima, la brutta è che non ricorderai nulla di tutto quello che è avvenuto prima ed in particolare di questa conversazione. Riceverai nella tua nuova vita tante possibilità di realizzare quello che vuoi, ma sarà soltanto la tua anima a sapere quando è il momento di agire e dare forma a quello che sogni”
E tutto svanì in una nuvola di fumo bianco …”
CONTINUA QUESTA MERAVIGLIOSA STORIA QUI: http://www.piuchepuoi.it/scusi-mi-hanno-fregato-la-vita.html
“Vivere la vita del mondo è essere un lavoratore qualunque in mezzo a un campo. Vivere la vita del proprio cuore è essere un seminatore, qualcuno che trasforma qualcosa a beneficio di se stesso e delle altre persone coinvolte nella sua esistenza.
La principale missione dell’essere umano è seminare la propria essenza, coltivando il mondo come una divina fattoria della quale Dio erediterà il granaio. È Lui che ci ha lanciati con un suo soffio nell’Universo e che ci raccoglierà dalla terra. Servire ci rende partecipi dell’Universo e ce lo fa comprendere più a fondo“.

Bella vero?
Rileggi ancora una volta, con molta calma e attenzione, questa parte tratta dal libro “il giardiniere di Dio” dello scrittore brasiliano Cesar Romao, e poi riflettici sopra un paio di minuti…
Fatto? Bene, ora rispondi istintivamente a queste 3 domande:
- Anche tu sei un seminatore? (oppure sei un lavoratore qualunque)
- Stai vivendo la tua vita come vorresti/come hai sempre desiderato? (oppure cerchi solo di sopravvivere)
- Credi fermamente che i frutti di ciò che hai seminato vedranno prima o poi la luce? (oppure speri che “un giorno” raccoglierai qualcosa)
ci vediamo dall’altra parte,
Stefano
Cara Anna oggi compi 2 anni e ogni giorno diventi sempre più grande, bella, chiacchierona, instancabile, meravigliosa.
Quanto è cambiata la mia vita da quando sei venuta al mondo… ma soprattutto da quando hai compiuto il tuo 1° anno 365 giorni or sono. Stai crescendo in fretta, dal linguaggio alla motorietà, dall’allegria alla testardaggine che ti contraddistingue come segni tangibili di quanto trasmessoti da mamma e papà.
Sembra ieri che ti appoggiavi al divano per reggerti in piedi e oggi ci salti sopra come fosse un tappeto elastico, sembra ieri che pronunciavi le tue prime paroline e adesso quando torno la sera dal lavoro quasi mi racconti tutta la tua giornata (a modo tuo): cosa hai mangiato, quanto hai dormito, chi hai incontrato. Ricordo come fosse ieri quando hai aperto i tuoi vispi occhi azzurri al mondo e ora li sgrani davanti ai cartoni animati, tracannando la tua dose di latte mattutino.
Non è passato un secolo, certo, è passato solo un anno ma è stato un anno molto intenso e pieno di emozioni, di piccoli capricci e grandi conquiste, di corse, cadute, risate, grida. Tempo fa lessi una frase, non ricordo su quale libro o blog: “in una vita fatta di attimi, cerchiamo un attimo che valga una vita“.
La solita frase fatta, ma l’altro giorno m’è tornata in mente nel vederti giocare serenamente e con grande complicità con la tua cuginetta Arianna, la perla della mia sorella maggiore. Non cerco quell’attimo, quel momento indimenticabile, quel lampo di vita perché nella mia ogni momento trascorso con te è prezioso, indelebile come l’amore che nutro da più di 12 anni per tua mamma.
Dicono che l’amore renda capaci di qualsiasi cosa, come smuovere le montagne, ma l’unica cosa che so fare e che voglio regalarti in questo giorno speciale è l’essere sempre presente, come padre, compagno di giochi, complice nel tuo briciolo di pazzia che rende sempre più felice la mia vita. Sei un inno alla gioia, un tesoro inestimabile che chi, per scelta o per destino, non può toccare con mano e non può assolutamente immaginare.
Il tempo scorre,…
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Stress da Lavoro? No, Grazie!
Applica le Tecniche di Meditazione Orientale per Risolvere i Conflitti sul Lavoro e Vivere in Armonia
Bruno Editore 2011
Lo stress lavorativo è un disagio che va eliminato giorno dopo giorno.
Vorresti essere come le persone che sanno gestire facilmente il ritmo frenetico delle giornate? Hai mai provato un senso di pace e serenità con te stesso, trasmettendo quest’armonia anche a chi ti sta vicino? Con le tecniche e gli esercizi contenuti in questo ebooket riuscirai finalmente a rendere le giornate lavorative più rilassanti e serene beneficiandone in tutti gli aspetti della tua vita.
Molto spesso capita che, se si passeggia dopo un temporale in un campo dove cresce il grano saraceno, si scopre che questo è diventato tutto nero e bruciacchiato; come se una fiamma vi fosse passata sopra, il contadino infatti dice: “È stato colpito dal fulmine!” ma perché è stato colpito?
Ora vi racconterò quello che un passerotto mi ha detto una volta, e il passerotto lo ha sentito da un vecchio salice che si trova ancora oggi proprio vicino a un campo di grano saraceno.
Era un salice molto grande e onorevole, ma ormai vecchio e grinzoso: aveva una fenditura proprio nel mezzo, e là crescevano l’erba e cespugli di more. Il salice è piegato in avanti, e i rami sono chini verso terra e sembrano lunghi capelli verdi. Nei campi intorno all’albero crescevano grano, segala, orzo e avena, sì proprio la bella avena che quand’è matura sembra una folla di piccoli canarini dorati appoggiati su un ramo. Il grano stava lì, benedetto, e quanto più era pesante, tanto più si piegava verso il basso per devota umiltà.
C’era anche un campo di grano saraceno, che si trovava più vicino al vecchio salice, ma il grano saraceno non si piegava affatto come l’altro grano, restava dritto e pieno di superbia. “Io sono ricco come la spiga di grano” diceva “ma sono molto più bello, i miei fiori sono più graziosi, profumano come i fiori del melo, è un piacere guardarmi, conosci forse qualcuno più bello di me, vecchio salice?” E il salice annuiva col capo, come per dire: “Certo che lo conosco!”, ma il grano saraceno si gonfiava di orgoglio e diceva: “Che stupido albero, è così vecchio che gli cresce l’erba nella pancia!”.
Improvvisamente venne brutto tempo, tutti i fiori del campo richiusero i loro petali e chinarono le graziose testoline, mentre la tempesta passava sopra di loro; il grano saraceno invece se ne stava dritto nella sua superbia. “Piega la testa come facciamo noi!” gli dissero i fiori. “Io non ne ho bisogno!” rispose il grano saraceno. “Chiudi i fiori e piega le foglie!” gli disse anche il vecchio salice “non guardare il fulmine mentre si stacca dalla nuvola, neppure gli uomini osano guardare, perché attraverso il fulmine si può vedere nel cielo di Dio, ma tale vista rende ciechi gli uomini; che cosa succederebbe quindi a noi piante della terra, se osassimo guardare, noi che siamo molto inferiori?” “Molto inferiori?” disse il grano saraceno. “Voglio proprio vedere nel cielo di Dio!” gridò pieno di superbia e arroganza.
Giunse il fulmine e sembrò che tutto il mondo fosse una sola fiamma di fuoco. Quando il brutto tempo si calmò, i fiori e il grano si ritrovarono immersi in un’aria pulita, rinfrescata dalla pioggia, ma il grano saraceno era stato bruciato dal fulmine, e ora non era altro che una inutile erba morta nel campo.
Il vecchio salice agitò i rami al vento e dalle verdi foglie caddero grosse gocce d’acqua; sembrava che l’albero piangesse. Allora i passerotti chiesero: “Perché piangi? Qui tutto è benedetto dal Signore; guarda come splende il sole e come corrono le nuvole, non senti che profumo viene dai fiori e dai cespugli? Perché piangi dunque, vecchio salice?”. E il salice raccontò allora della superbia e dell’arroganza del grano saraceno, e della punizione che non manca mai.
Io che vi racconto la storia, l’ho sentita dai passerotti; me l’hanno raccontata una sera che ho chiesto che mi narrassero una storia.
["il grano saraceno" di H.C. Andersen]
Esiste un detto in Giappone che recita ”quando la spiga di riso è matura, china la testa” in segno di umiltà.
In oriente come in occidente, inchinarsi alla conoscenza, al sapere delle altre persone, ha un profondo significato nel valore dell’umiltà che credevo di conoscere a fondo.

Così come la spiga di grano saraceno anch’io sino a dieci giorni fa, prima dello stage di Aikido del 16-17 Luglio, a volte non chinavo la testa, stavo dritto dall’alto della mia conoscenza e spesso il valore che attribuivo al mio sapere, alla mia bellezza, era più alto del mio stesso sapere.
1 Luglio 2011
Ultimo giorno di vacanze, stasera si riparte e si torna alla quotidianità, all’afa estiva del mio paesello nella bassa bresciana, e so già che rimpiangerò gli splendidi attimi trascorsi in questa meravigliosa località del Gargano.
Peschici, piccolo paese di una Puglia baciata dal sole e accarezzata dal vento da mattina a sera, in cui tra vini e sapori, tra spiagge e pastori, è impossibile non invaghirsi di uno stile di vita rilassato, calmo, come le acque del mare.
Ho scritto queste poche righe sul quadernetto per appunti che immancabilmente mi porto appresso quando mi allontano da casa, questa volta per due settimane, senza computer, senza internet e senza alcun libro da leggere o articolo da scrivere.
Curioso il titolo di questo mio primo articolo post-vacanziero, vero?
Non voglio perdermi in rime poetiche che elogiano la bellezza delle mie vacanze, chi non le adora di certo non s’allontanerebbe da casa (per di più 800 km come ho fatto io in automobile!)
Oggi voglio mostrarti le (mie) vacanze sotto un punto di vista nuovo, per certi versi criticabile per carità ma resta comunque il mio.
Oggi mi sento di scrivere ciò che voglio in questo spazio web perché come sempre il mio obiettivo è di lasciare un ricordo indelebile di quanto sono cresciuto, dell’esperienza che ho maturato in un intenso lasso di tempo trascorso in riva al mare. Chissà, magari può essere fonte di insegnamento anche per altre persone…
Il grande insegnamento che ho ricevuto io è stato: rilassarsi è bello, ma bisogna guadagnarselo!
E’ gradevole passeggiare lungo le vie del centro di un paese che pare un presepio a picco sul male, è altrettanto piacevole immergersi nelle limpide acque o gustarsi pesci alla griglia, carni alla brace, taralli e ostie ripiene, ma ciò che veramente ha reso speciale e unica questa capatina nel sud Italia è stata… la mosca!

In questo ebook viene spiegato, passo dopo passo, in modo semplice e chiaro, tutto ciò che serve per liberarci dalle paure: infatti, la paura è “la capessa di tutte le emozioni negative”!
La paura è il killer n. 1 del successo e della felicità”! È proprio la paura che ci impedisce di riuscire nella vita. Può sembrare banale, ma quando non abbiamo paura di nulla siamo sereni, efficaci, concreti e vincenti!
Ed eccone il motivo: le paure estromettono, in maniera proporzionale all’intensità della paura stessa, l’emisfero sinistro del cervello lasciando così campo libero all’emisfero destro, che è quello irrazionale e istintivo. E perdendo la lucidità mentale si commettono ovviamente un sacco di errori! Infatti, lo scopo dello sviluppo personale è proprio quello di imparare ad addomesticare il nostro Sé Istintivo, il nostro inconscio, in modo da agire possibilmente con logica e raziocinio. La nostra parte istintiva deve essere domata proprio come si fa con un puledro selvaggio. Analogamente, l’educazione dei bambini serve ad addomesticare la loro parte istintiva (o animalesca). Ribadisco: dentro ognuno di noi c’è il meglio del meglio, ma anche il peggio del peggio.
In questo ebook fornisco sinteticamente le migliori riflessioni e le migliori convinzioni potenzianti per affrontare la vita in modo efficace e brillante, e indico la strada più semplice e più ovvia per controllare le paure e le emozioni in genere e i conseguenti pensieri negativi che alimentano il pessimismo e l’angoscia esistenziale.
La gente è infelice e insoddisfatta perché, abituata al pessimismo, cerca di allontanare da sé gli eventi negativi come le malattie, la povertà, i fallimenti e la mancanza d’amore, ignorando che quando si cerca di tenere lontano le cose brutte si finisce anche per concentrarsi involontariamente su di esse e in questo modo non si fa altro che attirarle ancora di più. La tristezza, per esempio, è l’altra faccia della gioia per cui se la si sopprime per non soffrire, non si è più in grado neanche di provare gioia!
Il coraggio non è altro che un’abitudine e si può sviluppare un poco alla volta, a mano a mano che attraverso la pratica aumentano la nostra capacità di osservazione e di riflessione, la flessibilità, la sicurezza e la fiducia in se stessi. E anche la paura è un’abitudine e la si acquisisce nei primi anni di vita come conseguenza dell’educazione. Essa si può eliminare, o meglio controllare, proprio abituandoci ad agire perché soltanto provando e facendo si diventa intraprendenti e coraggiosi, quindi è necessario esercitarsi in modo da affrontare con fiducia e sicurezza le situazioni nuove che all’inizio sono sempre stressanti per tutti.
Uno dei segreti principali per vincere le paure e reinventarsi la propria vita sta nell’acquisire l’abitudine all’ottimismo neutralizzante col quale teniamo a bada i pensieri negativi e il pessimismo che li alimenta buttandoci fiduciosi nell’azione, facendo esperienza e acquisendo abilità pratiche e abilità sociali. L’esperienza è tutto nella vita, ma prima ancora dell’esperienza ci vuole il giusto atteggiamento mentale fatto di ottimismo e positività.
La paura si vince smettendo di rimuginare sui propri errori e sui problemi e buttandoci nell’azione: soltanto l’azione ci porta ad eliminare le paure e a soddisfare i nostri bisogni; soltanto la pratica e l’esperienza ci consentono di avere successo nella vita.
Ovviamente, quando ci mettiamo in gioco collezioniamo anche tanti errori, ma è proprio questa la via maestra per temprarsi al coraggio e alle sfide! Da qui la grande importanza che attribuisco alla forza di volontà per risollevarsi dai periodi negativi. Non a caso, “Senza uno sforzo di volontà sei un fallito!” è il sottotitolo del saggio “Se vuoi sbloccarti lanciati”! La forza di volontà concentra i nostri sforzi su un determinato obiettivo, e concentrando i nostri sforzi riusciamo anche a mettere d’accordo i nostri due emisferi cerebrali: ecco svelato il grande potere della forza di volontà!
C’è sempre una spiegazione e anche un rimedio a tutto: basta trovarli. Ma se non ci prendiamo le nostre responsabilità guardando in faccia alla realtà e rimboccandoci le maniche, nessuno potrà tirarci fuori dalla depressione e dagli ansiolitici.
In tutte le occasioni in cui ho presentato al pubblico i miei libri mi è stata rivolta immancabilmente questa domanda: “Ma lei si è giovato delle cose che dice?” Ed io rispondo sempre allo stesso modo: “Vi pare una cosa da poco riciclarsi completamente oltre i 60 anni di età, mettendosi a fare un’attività completamente nuova quando si potrebbe vivere magnificamente con la propria pensione? Non vi sembra straordinario il fatto che da funzionario dello Stato senza infamia e senza lode sono diventato uno scrittore motivazionale di crescente successo? Vi sembrerà incredibile, ma io mi sento molto più vivo, entusiasta ed appassionato oggi che quand’ero giovane!”
E questo semplicemente perché mi sono specializzato nello sviluppo personale che è sempre stato il mio hobby principale, la mia passione: la mia prima lettura di un testo di psicologia, anzi di psicanalisi, risale al 1972! Vi assicuro che mi dà una grande carica vedere il mio nome e cognome, la mia foto, i miei articoli e i miei libri sulle prime pagine di Google! È veramente magnifico essere di aiuto agli altri e riscuotere consensi e successo. In fondo, ho scelto proprio questa missione: aiutare gli altri è lo scopo principale della mia vita! E dunque non rappresento un esempio ed uno stimolo a mettersi in gioco a qualunque età? Vi giuro che io, a 66 anni ormai compiuti, penso e (mi muovo) come un giovanotto!”
Approfitto di questa digressione per dire che il successo si può raggiungere a qualunque età e in qualsiasi attività, a patto che lo si faccia con passione, perché soltanto la passione ci dà quella forza straordinaria capace di trascinarci verso l’alto senza sforzi apparenti, poiché ciò che si fa con passione ed entusiasmo ti piace immensamente e non ti fa sentire né la stanchezza, né lo stomaco vuoto! La passione ti conduce dovunque tu desideri: quando si va a fondo delle cose con entusiasmo e quando si fa per tutta la vita la stessa cosa, approfondendo sempre più le problematiche, arrivano automaticamente grandi soddisfazioni!
La passione per lo sviluppo personale mi ha portato a divorare migliaia di libri, a seguire corsi di formazione con i migliori trainer, a studiare video corsi e audio corsi, a leggere il meglio del meglio su siti e blog senza mai guardare l’orario e sempre con entusiasmo. Attraverso la passione per lo sviluppo personale ho potenziato il mio talento principale che è quello di scrivere: a me piace tantissimo scrivere. Infatti, tutti mi conoscono per i miei articoli chilometrici! Dunque, di me puoi fidarti!
In questo ebook c’è anche tanta autoironia che rappresenta un modo molto efficace per stimolare l’Io Cosciente ad imporsi sull’irrazionalità del Sé Istintivo e, soprattutto, per far fronte agli immancabili momenti “no” della vita che colpiscono persino le persone sagge ed equilibrate! Appunto, il titolo del libro “Totomizza le tue paure!” è un omaggio a Totò, uno dei più grandi attori comici italiani.
La figura di Totò sulla copertina del libro sottolinea l’importanza dell’autoironia e delle risate: la vita non deve essere presa troppo sul serio altrimenti la sofferenza prende il sopravvento sui momenti positivi della vita. La figura del Buddha invece simbolizza l’equilibrio degli opposti che è diventato anche il mio pallino principale. Gesù richiama l’importanza fondamentale dell’amore, dell’accettazione e del perdono. E Antony Robbins, il più grande motivatore vivente, rappresenta l’importanza della formazione per la ricerca dell’eccellenza.
Il libro è stato suddiviso per motivi pratici ed espositivi in cinque capitoli o step inter-dinamici che si richiamano l’un l’altro:
- Vinci le paure ingoiando il rospo!
- Vinci le paure con le buone abitudini e l’esperienza!
- Vinci le paure con l’ottimismo neutralizzante!
- Vinci le paure attraverso la consapevolezza!
- Vinci le paure con la formazione e l’autoironia!
Ed allora qual è il vantaggio che ricavi dalla lettura di questo ebook?
Il più grande vantaggio è che impari tanti segreti per vivere alla grande! Infatti capire che la paura è il killer n. 1 della felicità e del successo e che tutti proviamo paura, è già di per se stesso liberatorio. Attraverso i 5 step interdinamici t’impadronisci facilmente delle principali nozioni dello sviluppo personale e spirituale, spesso espresse in modo originale e sempre nel modo più semplice e chiaro possibile, e puoi finalmente liberare la tua mente dalla confusione e dai dubbi.
Acquisirai anche alcuni autentici segreti per sintonizzare “con facilità” gli emisferi cerebrali e trasformare così i tuoi pensieri in realtà! Capirai infine che la cosa più importante di tutto, persino della consapevolezza e della stessa saggezza, è l’autoironia, perché purtroppo, come ho già accennato, non si possono controllare tutti gli eventi. L’autoironia, secondo me, è il massimo della saggezza, la quale si raggiunge proprio attraverso i fallimenti: soltanto sbagliando capisci in fretta quali sono le idee vincenti.
Se io sono diventato saggio è perché ho fatto in passato molti errori e alcune volte mi sono salvato proprio mentre ero sul ciglio del burrone! E continuo a fare errori, anzi sarebbe un bel guaio se non ne facessi più perché ciò rappresenterebbe l’inizio del mio declino mentale! Quando ti metti in gioco in un campo completamente nuovo, nel mio caso nel campo dell’editoria… è impossibile non avere fregature, ma soltanto se ci provi, puoi fare la necessaria esperienza e avere le soddisfazioni che meriti!
In conclusione, mettendo in pratica i tantissimi suggerimenti di questo libro la tua vita migliora effettivamente a trecentosessanta gradi perché ricavi tantissimi benefici pratici oltre che teorici che ti consentiranno gradualmente di acquisire le cinque qualità più importanti per riuscire nella vita, dopo la passione: la chiarezza di vedute, la convinzione, la sicurezza, la flessibilità e la determinazione. Insomma, una volta eliminata la tua confusione mentale, ti accorgi di essere diventato anche virtuoso, prospero e felice!
Questo libro ti insegna dunque tante cose con chiarezza e semplicità. Spero sinceramente che tu possa liberarti al più presto delle tue paure e delle tue sofferenze attuali e imparare finalmente a vivere alla grande!
[Liberamente tratto dal blog dell'amico autore]
Pasquale Foglia
Scrittore motivazionale autore di “Totomizza le tue paure”
Direttore del blog www.pasqualefoglia.com
Autore esperto di www.piuchepuoi.it
N.B.: tra le preziose testimonianze c’è anche la mia… cosa stai aspettando? LEGGI ORA LA PAGINA DEDICATA >
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